
L’AdbBlue ha scadenza? Tutto quello che devi sapere sulla durata e l’uso sicuro
Come ben sappiamo, l’additivo AdBlue è un prodotto chimico che ha caratteristiche ben precise, sia nella composizione che nelle modalità di utilizzo. In termini tecnici, si tratta di una soluzione composta per il 32,5% da urea tecnica ad alta purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata.
Ma così come ogni soluzione chimica, anche l’AdBlue non è eterno: ha una durata limitata e, affinché mantenga la sua efficacia, deve essere conservato in condizioni adeguate, capaci di preservarne la stabilità e la corretta concentrazione dei componenti.
L’AdBlue scade?
L’AdBlue scade? Sì, l’AdBlue ha una scadenza ben precisa, anche se non si tratta di un prodotto deperibile nel senso comune del termine, come può esserlo un alimento.
In media l’AdBlue dura circa 12 mesi, se conservato in condizioni ottimali.
La durata del prodotto dipende infatti da diversi fattori, tra cui la purezza chimica della miscela, la stabilità dei suoi componenti, ma soprattutto le condizioni ambientali e le modalità di conservazione. Temperature elevate, esposizione alla luce solare o contaminazioni possono accelerare il degrado della soluzione, riducendo la sua efficacia ben prima del periodo indicato.
Più alta è la temperatura, infatti, più rapidamente si degrada la soluzione. A lungo andare, l’urea può addirittura decomporsi. L’esposizione alla luce e ai raggi UV, invece, favorisce la formazione di impurità e precipitazioni cristalline. Per questo l’AdBlue deve essere conservato in contenitori opachi o in ambienti bui. Infine, bastano anche solo piccole tracce di metalli, oli, detergenti o polveri per compromettere la purezza del prodotto, modificandone la concentrazione e la composizione e rendendolo di fatto inefficace.
Come capire se l’AdBlue è ancora valido? I segnali a cui prestare attenzione
Come abbiamo visto, l’Ad Blue diesel dura 12 mesi aperto, ma questa durata può ridursi se il prodotto viene conservato in condizioni non ottimali. A quel punto, la domanda è sorge spontanea: come si riconosce un AdBlue che non è più valido?
In assenza, ovviamente, di strumenti tecnici, ci sono alcuni segnali “empirici” a cui prestare attenzione.
Uno degli indicatori più immediati è l’aspetto visivo: l’AdBlue deve essere trasparente e incolore, simile all’acqua. Se presenta una colorazione giallina, è torbido o contiene sedimenti, molto probabilmente si è deteriorato.
Infine, è bene fare attenzione a eventuali residui solidi o cristalli, che indicano una possibile esposizione a temperature troppo basse o un deterioramento dovuto all’evaporazione della componente acquosa.
I rischi di utilizzare AdBlue “scaduto”
Quando la composizione dell’additivo viene alterata (a causa di scadenza, contaminazioni o conservazione impropria) il rischio non è solo quello di una minore efficienza del prodotto, ma di un vero e proprio malfunzionamento tecnico.
In primis, un AdBlue deteriorato può compromettere il funzionamento dell’impianto SCR. E cosa comporta questo? Il primo effetto, forse il più “lieve”, è l’aumento delle emissioni nocive, perché il sistema non è più in grado di abbattere correttamente gli ossidi di azoto (NOx).
Altre conseguenze possono essere ben più fastidiose per gli automobilisti: si parte da segnalazioni di errore che si accendono sul cruscotto, e nei casi più gravi si arriva a limitazioni automatiche al motore, fino al totale blocco dell’avviamento. Oltre all’evidente disagio, questo può significare fermi imprevisti e interventi di manutenzione non programmati, e cioè spese – anche ingenti – impreviste.
Consigli di corretta conservazione dell’AdBlue
Per evitare che l’AdBlue perda la sua efficacia prima del tempo e si deteriori, è bene seguire queste semplici ma fondamentali indicazioni:
- Conservalo nei contenitori originali, e soprattutto ben chiusi, per evitare contaminazioni e perdite di qualità.
- Conservalo in ambienti freschi, asciutti e ventilati, al riparo dalla luce diretta da fonti di calore e sostanze chimiche (come oli e carburante). L’ambiente ideale deve essere anche pulito e privo di polvere.
- Assicurati che la temperatura di conservazione sia tra gli 0 e i 30°, evitando sia il caldo che il freddo eccessivo. L’AdBlue può congelare a circa -11 °C, quindi è preferibile conservarlo in ambienti interni, al riparo da sbalzi termici.
- Etichetta la data di apertura, per controllare il tempo di utilizzo e non superare i limiti consigliati.
- Non travasare in contenitori non idonei o già usati, anche se apparentemente puliti.
- Usa pompe e accessori puliti e dedicati all’AdBlue, mantenuti sempre puliti
- Evita imbuti o strumenti utilizzati per il carburante, perché potrebbero contaminare l’AdBlue e comprometterne l’efficacia.
Spesso i dubbi, però, non riguardano solo la durata e la conservazione dell’additivo, ma anche dove comprare AdBlue in sicurezza (e in modo conveniente). Affidarsi ad un produttore AdBlue serio e affidabile, come Azotal, garantisce che il prodotto sia sempre certificato, sicuro per il tuo veicolo e conforme alla normativa ISO 22241. Inoltre, acquistare direttamente dal produttore, soprattutto nei grandi formati, consente di ottenere un risparmio significativo.