Eliminazione AdBlue: arriva il nuovo sistema della Polizia per scovare chi manomette i sistemi anti-inquinamento

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28.11

Eliminazione AdBlue: arriva il nuovo sistema della Polizia per scovare chi manomette i sistemi anti-inquinamento

Un fenomeno duro a morire. Quello della manomissione dei sistemi AdBlue e FAP va avanti ormai dal 2014, da quando l’inchiesta dell’emittente televisiva ZDF portò alla luce l’uso degli emulatori sui mezzi pesanti (senza dimenticare il caso Dieselgate, da poco riaperto). Il modus operandi è rimasto lo stesso: l’installazione di piccoli moduli elettronici o software (detti AdBlue Killer ed Emulator) che disattivano i controlli della centralina sul sistema SCR, impedendo al veicolo di accorgersi dell’assenza di urea.

Il risultato? L’auto si avvia anche con il serbatoio di AdBlue vuoto. Il sistema viene “ingannato” dagli emulatori, le emissioni di NOx possono arrivare a oltre dieci volte i limiti consentiti e il danno ambientale è enorme.

Per anni è stata una pratica quasi impossibile da scoprire (soprattutto ai normali “posti di blocco”). Ma lo scenario sembra destinato a cambiare.

 

Parte la stretta della Polizia sulle manomissioni AdBlue e FAP

Da novembre 2025 la Polizia Stradale italiana ha messo in campo una nuova “offensiva” contro le manomissioni dei sistemi antinquinamento, con un’operazione mirata inizialmente ai camion e agli autocarri.

La sperimentazione ha avuto inizio a Palmanova, in provincia di Udine, dove la Polizia Stradale ha ricevuto in dotazione ad inizio mese cinque dispositivi diagnostici di ultima generazione in grado di segnalare in modo rapido ed efficace alterazioni dei sistemi SCR e FAP.

I controlli si stanno concentrando soprattutto sull’autostrada A4 Venezia-Trieste. Una scelta tutt’altro che casuale: su queste tratte si concentra il traffico di mezzi pesanti, soprattutto stranieri. Ed infatti, i primi accertamenti del Compartimento della Polizia Stradale di Trieste hanno già rilevato un importante numero di alterazioni e manomissioni dei sistemi anti-inquinamento.

Ed è proprio alla luce di questi primi riscontri che, se la nuova strumentazione continuerà a dare risultati positivi, i controlli verranno progressivamente estesi anche al resto del territorio nazionale.

Parliamo di un vero cambio di passo nella lotta ai “furbetti del diesel”, avvenuta grazie alla collaborazione tra la Polizia Stradale del Friuli Venezia Giulia e Autostrade Alto Adriatico, la concessionaria che ha acquistato e fornito questi strumenti in dotazione agli agenti.

 

I nuovi dispositivi “anti-furbetti”

Gli strumenti ora in dotazione alla Polizia Stradale sono apparecchi portatili che si collegano direttamente alla presa OBD (On-Board Diagnostics) del veicolo, ovvero la porta diagnostica presente sotto il cruscotto su tutte le auto e i camion di più recente generazione.

Una volta attivati, i dati della centralina elettrica del motore vengono letti in diretta dal sistema, e ciò permette agli agenti di capire in pochi secondi se i sistemi anti-inquinamento stanno davvero lavorando come dovrebbero.

Ed è proprio qui che i “furbetti” vengono traditi. Pressioni che restano inspiegabilmente stabili, rigenerazioni che non partono mai, valori dello SCR che non corrispondono al comportamento reale del motore: il software li intercetta all’istante e segnala agli agenti che qualcosa non torna. Emulatori, centraline aggiuntive e modifiche elettroniche che fino a ieri passavano indenni ai posti di blocco diventano improvvisamente visibili.

Le discrepanze emergono, e la manomissione non può più nascondersi.

 

Eliminazione AdBlue: le conseguenze

Le sanzioni per chi manomette o disattiva i sistemi antinquinamento sono parecchio severe.

Per veicoli privati e autocarri nazionali si parte da una multa compresa tra 422 e 1.697€, come prevede l’articolo 78 del codice della Strada per tutti i veicoli che circolano con caratteristiche diverse rispetto a quelle del certificato di omologazione senza aver effettuato le verifiche obbligatorie. A questo si aggiungono il ritiro della carta di circolazione, con l’obbligo di riportare il mezzo alle condizioni originali, e nei casi più gravi anche il fermo amministrativo di 3 mesi.

Per gli autocarri impiegati nei trasporti internazionali, la stretta è ancora più dura: le sanzioni possono arrivare fino a 4.130€, soprattutto quando la manomissione fa decadere il requisito Euro richiesto dalle autorizzazioni CEMT.

E non è tutto. Se la manipolazione è particolarmente grave, si entra nel campo del reato ambientale: questo significa denunce penali, reclusione fino a sei anni e multe che possono raggiungere i 100.000 euro.

 

Come risparmiare sull’AdBlue in modo legale e sicuro

In definitiva, manomettere il sistema AdBlue non solo è una pratica totalmente illegale, ma si rivela anche poco conveniente: tra rischi meccanici, sanzioni salate e possibili conseguenze penali, i “vantaggi” svaniscono in fretta. Per fortuna esistono soluzioni del tutto legali e molto più sicure per ridurre i costi legati all’utilizzo dell’AdBlue.

La prima riguarda l’acquisto del prodotto. Dove comprare AdBlue ad un prezzo vantaggioso? Acquistare direttamente da un produttore AdBlue affidabile e puntare su formati più grandi permette di risparmiare in modo sicuro, senza rinunciare alla qualità del liquido.

In quest’ottica, AdBlue by Azotal, l’additivo AdBlue firmato Azotal, rappresenta una proposta certificata e di alto livello, pensata per garantire prestazioni costanti e massima purezza.

Un altro aspetto fondamentale è la manutenzione del sistema SCR, per evitare malfunzionamenti e guasti. Sul mercato sono disponibili diversi prodotti dedicati alla pulizia dell’iniettore e alla prevenzione dei guasti più comuni, utili per evitare interventi costosi e mantenere efficiente il sistema nel tempo.

Tra questi spicca ProAd di Azotal, l’anticristallizzante che impedisce la formazione dei cristalli di urea all’interno dell’impianto. Questo trattamento specifico assicura una maggiore longevità e prestazioni ottimali del sistema SCR, evitando problemi legati all’accumulo di cristalli che potrebbero compromettere il funzionamento del veicolo.