
Il biocarburante HVO può salvare il futuro del motore diesel?
Siamo davvero sicuri che il futuro dei motori a diesel sia già scritto e destinato a morte certa?
L’annuncio del Parlamento Europeo riguardo lo stop ai motori termici a partire dal 2035 ha inevitabilmente riacceso i riflettori – e le discussioni – sul tema dei biocarburanti, carburanti alternativi ed e-fuel come soluzioni ecologiche all’inquinante diesel.
Nonostante sembrasse assodato che il futuro del trasporto su gomma sarebbe stato elettrico, il mondo dei biocarburanti ed e-fuel ha aperto nuove prospettive verso possibilità e soluzioni sostenibili per “salvare” i motori endotermici, tanto da far tornare la Commissione Europea sui suoi passi. Nel marzo del 2023, infatti, ha concesso alla Germania la vendita di nuovi veicoli con motore a combustione interna alimentati esclusivamente con e-fuel 100% carbon-free dopo il 2035.
Non solo: entro il 2026, la Commissione Europea condurrà una valutazione sulla sostenibilità degli e-fuel e biocarburanti e, se necessario, a apporterà modifiche la normativa.
Tra i carburanti sostenibili che stanno riscuotendo ampio interesse in questo senso troviamo l’HVO, acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil (in italiano olio vegetale idrotrattato).
Cos’è il diesel HVO?
L’HVO, anche conosciuto come diesel rinnovabile, fa parte della categoria dei biocarburanti: non ha origine fossile, ma viene prodotto da fonti completamente rinnovabili ossia da grasso animale di scarto – proveniente dall’industria alimentare – e da oli vegetali non destinati ad uso alimentare.
Queste sostanze lipidiche, costituite da idrocarburi paraffinici, subiscono un processo di idrotrattamento che vede l’aggiunta di idrogeno e l’eliminazione dell’ossigeno dai materiali di partenza. Il risultato ottenuto è un vero e proprio carburante sostenibile in grado di sostituire, sia dal punto di vista fisico che chimico, il tradizionale e inquinante diesel.
Diesel HVO vs Diesel tradizionale
Sostenibilità ed emissioni
Il diesel HVO presenta caratteristiche chimiche e fisiche straordinariamente simili al tradizionale gasolio, con la differenza di essere del tutto rinnovabile e fossil-free.
Il processo di raffinazione a cui vengono sottoposte le sostanze lipidiche di scarto è in grado di conferire purezza e qualità superiori rispetto agli altri biocarburanti in circolazione.
In virtù di ciò, l’HVO garantisce una combustione più “pulita”, riducendo le emissioni di ossidi di azoto di circa l’8% e abbattendo le emissioni di CO2 fino al 90% rispetto ad un motore diesel tradizionale.
Inoltre, se l’HVO venisse prodotto con l’aiuto di energie verdi e altrettanto rinnovabili come le fonti da cui proviene, le emissioni di CO2 generate potrebbero addirittura azzerarsi.
Ma pur diminuendo le emissioni di CO2, quelle di NOx (ossidi di azoto) permangono. Perciò è importante specificare che l’HVO non elimina la necessità di AdBlue nei veicoli dotati di sistema SCR. Ciò significa che, anche con l’uso di HVO, è necessario continuare ad utilizzare l’additivo AdBlue per garantire che il veicolo rispetti le normative sulle emissioni di NOx. Tuttavia, grazie alla combustione più “pulita” dell’HVO, il veicolo consumerà meno AdBlue.
Prestazioni ed efficienza
Grazie alla sua composizione chimica più pulita e alla combustione a ridotto accumulo di depositi, il diesel HVO riduce considerevolmente il rischio di guasti improvvisi e costi di riparazione, contribuendo ad una maggiore affidabilità e durata del motore.
La presenza copiosa di acetano e la sua alta densità energetica fanno sì che il diesel HVO possa generare più energia con la stessa quantità di carburante, e ciò rende il motore molto più efficiente, perché è in grado di ridurre i consumi e prolungare l’autonomia del veicolo.
In ultimo, le prestazioni di un motore alimentato a HVO e quelle di un motore alimentato a diesel tradizionale sono del tutto paragonabili, praticamente identiche.
Quali auto possono utilizzare HVO?
Il diesel HVO è compatibile con i motori diesel di ultima generazione, ovvero quelli conformi agli standard euro 5 ed euro 6, ed è possibile impiegarlo senza apportare modifiche meccaniche o di software ai veicoli. Inoltre, il diesel HVO e quello tradizionale sono miscibili in qualsiasi proporzione senza limitazioni.
Tuttavia prima di utilizzarlo è necessario consultare il libretto di circolazione per verificarne l’effettiva compatibilità. Questo per assicurare che non vi siano problemi o criticità relative al modello specifico.
Scendendo nel particolare, i veicoli con motore TDI del Gruppo Volkswagen (Audi, Volkswagen ecc..), sia da a 2 litri che da 3 litri, sia v4 che V6, sono compatibili con l’uso di diesel HVO
Inoltre, anche i modelli diesel Toyota Land Cruiser e Hilux prodotti dal primo quadrimestre del 2023 possono essere alimentati da HVO.
Alla lista si aggiungono i motori diesel BMW contrassegnati con un quadrato e il marchio figurativo “XTL”.
L’HVO può salvare il futuro del motore diesel?
Per rispondere con sicurezza a questa domanda, le incognite e le variabili da considerare sono ancora tante: in primis le valutazioni della Commissione Europea, poi il divieto di utilizzare alcune fonti di oli vegetali per contrastare il disboscamento e la catena di distribuzione ancora troppo limitata.
Tuttavia, le potenzialità dell’HVO e dei biocarburanti sono molto promettenti.
E ciò non viene riconosciuto solo dagli automobilisti, ma anche dai grandi player del mercato dei distributori di carburanti e lubrificanti che, soprattutto negli ultimi anni, hanno scommesso su questa tipologia di carburanti e stanno diversificando la loro offerta con un numero crescente di opzioni di HVO, dando vita a progetti di ricerca e sviluppo molto ambiziosi e di cruciale importanza per la sopravvivenza dei motori diesel oltre il 2035.