Nuova BMW X5: la quinta generazione punta ancora sul diesel

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Nuova BMW X5: la quinta generazione punta ancora sul diesel

BMW ha presentato il 1° luglio 2026 la quinta generazione della X5, il SUV che dal 1999 rappresenta uno dei modelli di riferimento della casa bavarese, con oltre tre milioni di esemplari venduti nel mondo. La novità più rilevante non riguarda solo il design, rinnovato secondo il linguaggio stilistico Neue Klasse già visto sulla iX3, ma la strategia motoristica: per la prima volta nella storia del marchio, un singolo modello viene offerto con cinque diverse tipologie di propulsione sotto la stessa carrozzeria: benzina, diesel, plug-in hybrid, elettrico e, dal 2028, a idrogeno.

 

Esterni e dimensioni

Sul piano estetico, la X5 abbandona le superfici morbide della generazione precedente per un’impostazione più squadrata e verticale: a guidare il cambiamento è la nuova calandra Iconic Glow, illuminata e orientata in verticale, affiancata dai gruppi ottici con la firma a “doppia X” che debutta proprio su questo modello. Sparisce invece la maniglia sporgente tradizionale, sostituita dai BMW Winglets: piccoli elementi a scomparsa integrati nella carrozzeria, che si aprono elettricamente al tocco e contribuiscono a ridurre la resistenza all’aria lungo la fiancata.

Le dimensioni restano quelle di un SUV a tutti gli effetti: 4.994 mm di lunghezza, 2.000 mm di larghezza e 1,75 m di altezza. Il dato più significativo per l’assetto è però il passo, che cresce di 60 mm rispetto alla generazione precedente e arriva a 3.035 mm, un allungamento che si accompagna a una carreggiata più ampia, resa visivamente evidente dai passaruota, ora privi delle estensioni in plastica a vista e ridisegnati con una superficie liscia e continua.

Fonte: BMW

 

Interni e tecnologia digitale

Anche l’abitacolo cambia pelle secondo lo stile Neue Klasse già visto su iX3, i3 e Serie 7: spariscono i tasti analogici e il controller iDrive fisico. Il guidatore ha davanti a sé il sistema Panoramic Vision, che proietta le informazioni di marcia lungo tutta la base del parabrezza, affiancato da un nuovo Head-Up Display 3D e dal display centrale touch da 17,9 pollici con design asimmetrico “Free-Cut“, su cui gira il nuovo sistema operativo BMW OS X basato su Android Open Source.

Tra i materiali debutta l’ardesia, proposta come finitura opzionale sulla console centrale con funzioni touch a feedback aptico (frecce, freno di stazionamento, profili di guida). Novità assoluta per la X5: uno schermo dedicato al passeggero anteriore, a pagamento, da 14,6 pollici, oscurato automaticamente da una videocamera che monitora lo sguardo del conducente.

La capacità del bagagliaio varia in base alla motorizzazione: 650-1.850 litri per benzina e diesel, 655-1.850 litri per la iX5 elettrica, 525-1.680 litri per la plug-in hybrid (penalizzata dall’ingombro della batteria). Completano la dotazione un pulsante di sblocco meccanico di emergenza per le porte elettriche e un tetto panoramico in vetro apribile.

Sul fronte della guida assistita, il pacchetto BMW Symbiotic Drive permette la conduzione hands-free in autostrada fino a 130 km/h.

Fonte: BMW

 

La gamma motori: cinque tecnologie, un solo modello

 La produzione della nuova X5 partirà ad agosto 2026 nello stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti: lo stesso impianto che produce la X5 ininterrottamente dal 1999 e che ospiterà anche la prima elettrica prodotta lì, la iX5. Il lancio commerciale delle prime varianti (X5 40 xDrive a benzina e X5 40d xDrive diesel, entrambe mild hybrid 48V) è fissato per fine novembre 2026, mentre le plug-in hybrid (50e e M60e xDrive) e la elettrica iX5 60 xDrive arriveranno a inizio 2027. La iX5 Hydrogen, prima BMW di serie a idrogeno, seguirà in una fase successiva.

 

Nuova BMW X5: il diesel non è un ripiego

In un momento in cui buona parte dell’industria automobilistica sta ridimensionando l’offerta diesel a favore dell’elettrificazione, la scelta di BMW di mantenere questa motorizzazione tra le prime due a debuttare commercialmente è un segnale non scontato.

La X5 40d xDrive monta un sei cilindri in linea 3.0 litri (2.993 cm³, rapporto di compressione 16,5:1) con turbocompressione a due stadi (alta e bassa pressione, geometria variabile) e iniezione diretta common-rail a 2.500 bar, abbinato a un sistema mild hybrid a 48 Volt con motore elettrico integrato nel cambio. Il solo motore termico eroga 210 kW (286 CV) a 4.000 giri, con una coppia massima di 650 Nm tra 1.500 e 2.500 giri; sommando il contributo del motore elettrico (13 kW/18 CV, 200 Nm) la potenza di sistema sale a 230 kW (313 CV) complessivi e 670 Nm. Il cambio è un automatico Steptronic a otto rapporti, con trazione integrale xDrive di serie. Le prestazioni indicate dalla casa tedesca parlano di uno 0-100 km/h in 6,1 secondi e una velocità massima di 230 km/h (autolimitata), a fronte di consumi omologati di 7,3 l/100 km e 192 g/km di CO2 (dato EnVKV), valori che confermano una vocazione all’erogazione ai bassi regimi e all’efficienza sui lunghi percorsi, più che alla pura sportività riservata alle varianti a benzina e plug-in hybrid. Il serbatoio ha una capacità di circa 75 litri.

Un dettaglio che rafforza il posizionamento del diesel come motorizzazione tutt’altro che residuale: BMW dichiara la piena compatibilità del 40d xDrive con il carburante HVO 100, un diesel rinnovabile di sintesi che consente una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90% rispetto al gasolio fossile lungo l’intero ciclo di vita del carburante, senza richiedere alcuna modifica al motore.

 

Euro 7, SCR e AdBlue

La X5 40d xDrive debutta con omologazione EU6e, con passaggio a Euro 7 già pianificato per le vetture prodotte a partire da dicembre 2026, circa un mese dopo il lancio commerciale di fine novembre. In entrambi gli scenari il punto di riferimento resta lo stesso: il sistema SCR con additivo AdBlue BMW, tecnologia Blue Performance che BMW adotta su tutta la gamma a gasolio dal 2018 in avanti per la riduzione catalitica selettiva degli ossidi di azoto (NOx). Un catalizzatore di ossidazione e un dosaggio dell’additivo calibrato sul regime di utilizzo del motore permettono di contenere le emissioni senza penalizzare le prestazioni, ed è verosimilmente lo stesso impianto, affinato, a garantire la conformità Euro 7 sulle vetture prodotte da dicembre in poi. Non sono ancora note pubblicamente la capacità del serbatoio AdBlue BMW X5 né eventuali configurazioni a doppio dosaggio per questa generazione.

 

Perché il diesel resiste

Guardando alla scelta di BMW nel suo complesso, la sopravvivenza (anzi il rilancio) del diesel su un modello di punta come la X5 non è casuale. Per una clientela che percorre alti chilometraggi annui, in particolare su lunghe percorrenze extraurbane e autostradali, il vantaggio in termini di consumi ed efficienza rispetto a un equivalente motore a benzina resta concreto, ed è probabilmente questo il motivo per cui la 40d xDrive debutta insieme alla variante benzina, anziché in un secondo momento come le plug-in hybrid.

La scelta si inserisce in un contesto normativo in evoluzione, non in stallo: lo standard Euro 7, che diventerà vincolante per le vetture prodotte dalla nuova X5 a partire da dicembre 2026, avrebbe potuto rappresentare l’occasione per accantonare definitivamente il gasolio, come hanno fatto altri costruttori su alcuni segmenti. BMW ha scelto invece la strada opposta: investire in un sistema di post-trattamento SCR ulteriormente affinato, mantenendo il sei cilindri in linea come propulsore di riferimento per chi cerca autonomia ed efficienza su lunga distanza, non solo prestazioni allo scatto. La compatibilità dichiarata con l’HVO 100 va nella stessa direzione: è un segnale che il diesel, in ottica BMW, non è pensato come tecnologia in uscita da gestire fino a esaurimento, ma come propulsore ancora al centro di investimenti tecnici concreti.

Resta da vedere se il trend troverà conferma anche negli altri marchi tedeschi nei prossimi mesi, ma per ora il segnale è chiaro: il diesel, supportato da un sistema di post-trattamento SCR ormai collaudato, continua a trovare spazio nella gamma anche dei modelli più tecnologicamente avanzati.