
Problemi AdBlue: ecco i più comuni e come risolverli
Se guidi un veicolo diesel di ultima generazione, sarai familiare al tema dell’additivo AdBlue e la sua importanza per le emissioni.
Come ogni tecnologia, però, anche l’AdBlue richiede una corretta gestione per funzionare al meglio. Alcuni inconvenienti possono presentarsi se non si adottano le giuste accortezze, ma la buona notizia è che prevenirli è semplice.
Cristallizzazione dell’additivo
Uno dei problemi Ad Blue diesel più comuni è la cristallizzazione dell’additivo, che si verifica quando questo entra in contatto con l’aria o è esposto a basse temperature. Può succedere sia all’interno del sistema SCR sia direttamente nel serbatoio.
All’interno del sistema SCR si manifesta soprattutto quando il motore lavora a lungo a basse temperature (ad esempio in tragitti brevi), con gas di scarico che non raggiungono una temperatura sufficiente (in genere oltre i 200°) per consentire l’evaporazione completa del liquido.
L’AdBlue non vaporizzato tende così a solidificarsi, lasciando residui cristallini che, con il tempo, possono creare dei problemi importanti, come:
- ostruzioni dei condotti e dell’iniettore;
- errore del sistema SCR o accensione della spia AdBlue sul cruscotto;
- interventi di pulizia o sostituzione dei componenti (come pompe, iniettori o serbatoio);
- blocco del sistema nei casi più gravi.
Come risolvere?
Il primo passo è dotarsi di un additivo anticristallizzante, come ProAd by Azotal, pensato proprio per prevenire la formazione dei cristalli nel sistema SCR e da aggiungere insieme all’additivo AdBlue durante il rabbocco.
Questi prodotti sono infatti in grado di stabilizzare la soluzione di urea, ne migliorano la resistenza alle basse temperature e contribuiscono a mantenere puliti iniettori e condotti.
Meglio anche mantenere un livello medio-alto di AdBlue nel serbatoio: in questo modo si limita il contatto con l’aria e si riduce l’evaporazione dell’acqua, che è una delle principali cause della cristallizzazione nel serbatoio.
Attenzione anche alla conservazione domestica: se si tiene una tanica di AdBlue a casa o in garage, è importante stoccarla in un luogo asciutto, lontano dalla luce diretta e da sbalzi di temperatura. In caso contrario, il liquido può deteriorarsi o iniziare a cristallizzare già nel contenitore, e si rischierebbe dii introdurre nel serbatoio un prodotto compromesso.
Spia AdBlue che non si spegne dopo il rabbocco
Può capitare che, dopo un rabbocco, la spia AdBlue sul cruscotto continui a rimanere accesa. In molti casi non si tratta di nulla di grave: serve solo un po’ di tempo perché il sistema rilevi il nuovo livello. Dopo qualche accensione, la spia tende a spegnersi da sola.
Se però la segnalazione persiste, le cause possono essere diverse:
- galleggiante bloccato: si tratta del componente che misura il livello dell’additivo che, se bloccato ad esempio a causa della cristallizzazione, invia letture errate che fanno mantenere la spia accesa;
- sensore guasto: ovvero il componente che legge i dati del galleggiante e li trasmette al sistema elettronico; se difettoso, non riconosce il nuovo livello anche con il serbatoio pieno;
- AdBlue di scarsa qualità o contaminato: un prodotto impuro può non essere riconosciuto dal sistema, che continuerà a segnalare la necessità di rabbocco;
- pompa o iniettori difettosi: se il liquido non viene spinto o iniettato correttamente nel sistema SCR, il funzionamento risulta compromesso;
- serbatoio o tubature danneggiate: perdite o deformazioni alterano la pressione interna e impediscono una corretta lettura del livello.
Quando il sistema rileva un’anomalia, l’auto può entrare in modalità di emergenza o, nei casi peggiori, impedire la riaccensione del motore.
Come risolvere?
Nella maggior parte dei casi, basta un reset manuale.
Inserisci la chiave nel quadro e girala in posizione “ON” (senza avviare il motore): lascia acceso il cruscotto per 10–40 secondi, così il sistema completa la diagnosi e aggiorna il livello dell’additivo. Poi avvia il motore: la spia dovrebbe spegnersi in pochi secondi.
Se non succede, puoi ripetere l’operazione. Alcuni veicoli richiedono invece il reset dai comandi del cruscotto, quindi conviene dare un’occhiata al manuale del mezzo.
Se la spia dell’AdBlue non dovesse spegnersi nemmeno dopo queste operazioni, la soluzione migliore è affidarsi alle mani di meccanici esperti.
Guasti alla pompa o al serbatoio
Tra i problemi più comuni legati all’AdBlue ci sono i guasti alla pompa o al serbatoio, noti e frequenti in alcuni modelli diesel Euro 6.
In molti modelli la pompa è integrata nel serbatoio, quindi se si danneggia è necessario sostituire l’intero componente, con costi non indifferenti.
La causa più frequente? La cristallizzazione interna dell’additivo o un sensore di livello difettoso.
Come risolvere?
Non ci sono soluzioni “fai da te”: serve una diagnosi elettronica del sistema SCR in officina, per capire l’origine del guasto.
Per prevenire il problema, è consigliabile utilizzare solo AdBlue certificato ISO 22241, mantenere pulito il bocchettone di rifornimento e non lasciare il serbatoio quasi vuoto per troppo tempo.
AdBlue nel gasolio
Può capitare, per distrazione, di versare AdBlue nel serbatoio del gasolio. È uno degli errori più comuni ma allo stesso tempo più gravi, perché i due liquidi non sono compatibili: l’urea contenuta nell’AdBlue reagisce con il carburante e può corrodere pompa, iniettori e tubazioni.
Come risolvere?
Se ti accorgi dell’errore prima di accendere il motore, non avviarlo e non spostare il veicolo: contatta subito un’officina per svuotare e lavare il serbatoio.
Se invece il motore è già stato acceso, il liquido contaminato si diffonde nel circuito e può rendere necessaria la sostituzione dei componenti danneggiati.
Per evitare questo tipo di problema, fai sempre attenzione ai tappi di rifornimento (quello dell’AdBlue è blu) e, se usi una tanica, impiega beccucci o imbuti dedicati per evitare contaminazioni accidentali.