
Quanto AdBlue mettere? Guida al rabbocco
Quanto AdBlue mettere? È una di quelle domande, tanto semplice quanto inevitabile, che tutti i proprietari di un’auto diesel si sono posti almeno una volta.
La risposta non è così immediata – diverse sono le variabili da tenere in considerazione, partendo dallo stile di guida fino alle condizioni climatiche. Questo articolo ha l’obiettivo di fare chiarezza e offrire un aiuto a chi si trova, magari per la prima volta, a dover gestire il rabbocco dell’AdBlue.
Quanto AdBlue consuma una macchina?
Iniziamo dalle basi, ovvero dal consumo di AdBlue.
Il consumo di AdBlue non è mai uniforme. È influenzato da una serie di variabili tecniche e ambientali che rendono difficile una stima unica per tutti i veicoli.
Tuttavia, in linea di massima, si stima che nei veicoli leggeri il consumo medio si aggira attorno a 1-1,5 litri ogni 1.000 km. Si tratta però di un valore fortemente indicativo e può variare sensibilmente in base a diversi fattori, come:
- Lo stile di guida, poiché accelerazioni brusche e andature ad alta velocità tendono ad aumentare il fabbisogno di AdBlue
- Il carico di trasporto, perché più il veicolo è carico, maggiori sono le emissioni, e di conseguenza anche la quantità di AdBlue consumata
- Le condizioni ambientali, in quanto temperature esterne estremamente alte o basse influenzano l’efficienza del sistema SCR
- La manutenzione del veicolo, dal momento che un impianto ben mantenuto richiede una quantità di AdBlue più stabile, mentre problemi al filtro o alla valvola EGR possono alterarne il consumo
Inoltre, il rapporto tra additivo AdBlue e carburante consumato si colloca generalmente tra il 3% e il 7%, ovvero per ogni 100 litri di gasolio bruciato, vengono utilizzati tra 3 e 7 litri di AdBlue. Nei veicoli commerciali leggeri e nei SUV di maggiore cilindrata, la soglia può spingersi anche verso i 2 litri per 1.000 km.
Per approfondire, leggi l’articolo dedicato: Consumo AdBlue: tutto quello che devi sapere.
Quando mettere AdBlue?
Su questa domanda esistono due scuole di pensiero, ricorrenti sia sui forum automobilistici che tra gli appassionati del settore: conviene tenere il serbatoio sempre ben rifornito rabboccando frequentemente con piccole quantità, oppure aspettare la spia e rabboccare tutto in una volta?
Entrambi gli approcci hanno una logica, e la scelta dipende in parte dall’utilizzo del veicolo e dal formato di AdBlue che si ha a disposizione.
Rabboccare frequentemente con piccole quantità
Chi segue questa filosofia sostiene che mantenere il serbatoio sempre a un livello alto riduce la quota d’aria presente al suo interno. Quando il serbatoio è quasi vuoto, la superficie di contatto tra l’AdBlue e l’aria aumenta: in presenza di sbalzi di temperatura, questo può favorire la cristallizzazione dell’urea sulle pareti e nelle tubature del sistema. Il limite di questo approccio è legato alla conservazione dell’AdBlue avanzato: una tanica aperta e parzialmente utilizzata, se non conservata correttamente, va incontro a evaporazione dell’acqua e alterazione della concentrazione di urea, rendendo il prodotto meno efficace o inutilizzabile prima della scadenza.
Aspettare la spia per un rabbocco più consistente
Chi invece aspetta la spia interviene solo quando il sistema lo segnala, consumando la tanica tutta in una volta senza avanzi da conservare. Il cruscotto avvisa con una sequenza di tre livelli progressivi:
- primo avviso (spia bianca o gialla, messaggio tipo “Controllare livello AdBlue”): compare a circa 2.400 km prima del blocco dell’avviamento. È il segnale di pianificare il rabbocco, senza urgenza;
- secondo avviso (spia gialla/arancione lampeggiante, messaggio tipo “AdBlue insufficiente: impossibile riavviare tra X km”): compare a circa 1.000 km dall’autoblocco. A questo punto il rabbocco non è più rimandabile;
- terzo avviso (spia rossa, messaggio tipo “Riavvio impossibile: rabboccare AdBlue”): il veicolo non si riavvia finché non viene effettuato un rabbocco minimo.
Il limite di questo approccio è lasciare il serbatoio parzialmente vuoto per periodi più lunghi, il che può essere problematico su veicoli che percorrono pochi chilometri o restano spesso fermi.
In questo caso, la frequenza del rabbocco di AdBlue dipende principalmente dalla capacità del serbatoio e dall’utilizzo del veicolo, di cui si è parlato nel paragrafo precedente.
La capacità del serbatoio AdBlue varia molto da veicolo a veicolo: per le auto si va in genere dai 10 ai 20 litri, mentre nei veicoli industriali si possono superare tranquillamente i 30 o 40 litri. In base alla capienza e all’uso, il rabbocco può rendersi necessario ogni 7.000–15.000 km, ma non è raro che alcune auto richiedano un’aggiunta già dopo 5.000 km in condizioni di guida gravose.
Per evitare inconvenienti, è sempre consigliabile consultare il libretto d’uso, dove viene indicata la capacità esatta del serbatoio e il consumo stimato, e tenere sotto controllo i messaggi di avviso sul cruscotto per sapere quando è il momento giusto per rabboccare.
Quanto AdBlue mettere?
Quanto AdBlue mettere? La quantità da versare dipende dalla situazione specifica, ma in linea di massima possiamo dire che:
- Se si tratta di un rabbocco ordinario (ovvero in assenza di avvisi critici sul cruscotto, oppure con un semplice messaggio di livello basso non urgente, senza indicazioni su un blocco imminente alla ripartenza):
È possibile riempire il serbatoio fino al massimo, rispettando la capacità indicata nel manuale. Le taniche in commercio contengono solitamente 5, 10 o 20 litri. Un rabbocco da 5-10 litri è generalmente sufficiente a coprire diversi mesi di utilizzo regolare. - Se il veicolo segnala un blocco imminente o ha già impedito l’avviamento:
In questi casi è spesso richiesto un minimo di 4-5 litri di AdBlue per far sì che il sistema riconosca il rabbocco e permetta nuovamente l’avvio. Alcuni modelli richiedono anche un ciclo di accensione/spegnimento completo o qualche minuto di attesa prima che la centralina aggiorni il livello. - È sconsigliato versare quantità inferiori a 1–2 litri, perché potrebbero non essere sufficienti ad azzerare l’avviso.
Come capire quando il serbatoio dell’AdBlue è pieno
Sapere quanta AdBlue mettere è importante, ma altrettanto lo è capire quando fermarsi durante il rabbocco. Il riferimento più immediato è il cruscotto: la maggior parte dei veicoli moderni mostra il livello dell’AdBlue in tempo reale, in percentuale o in chilometri di autonomia residua.
Chi usa una pistola erogatrice non deve preoccuparsi: il meccanismo di chiusura automatica si attiva non appena il serbatoio è pieno, come per il carburante. Chi rabbocca con tanica o bottiglia deve invece procedere con più attenzione: il segnale che il serbatoio è pieno è il liquido che risale verso il bocchettone o una resistenza al versamento. In entrambi i casi, versare lentamente negli ultimi litri aiuta a evitare fuoriuscite.
Per sapere cosa succede invece in caso di riempimento eccessivo, consulta il nostro articolo dedicato: Cosa succede se si mette troppo AdBlue?
Consigli generali sul rabbocco dell’AdBlue
- Utilizza solo AdBlue di qualità certificata ISO 22241: se ti stai chiedendo dove comprare AdBlue in sicurezza, soluzione è quella di affidarsi ad un produttore AdBlue riconosciuto, come Azotal, che dal 2006 ha ottenuto l’autorizzazione dalla Verband der Automobilindustrie (VDA) alla produzione e distribuzione di AdBlue
- Controlla sempre il libretto d’uso per conoscere capacità, posizione del serbatoio e indicazioni specifiche del produttore
- Rabbocca solo a motore spento, possibilmente su una superficie in piano, indossando guanti protettivi per evitare il contatto diretto con il liquido
- In caso di fuoriuscita di AdBlue, utilizza un materiale assorbente per raccogliere quanto più AdBlue possibile e pulisci l’area con abbondante acqua, poiché è corrosivo per alcune superfici
- Non mescolare l’AdBlue con altri liquidi e non sostituirlo con acqua o additivi
- Se si versa per sbaglio AdBlue nel serbatoio del gasolio, non avviare il motore e contattare subito un’officina: è necessario svuotare e pulire l’impianto per evitare danni gravi
- Conserva l’AdBlue in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta, tra i 5°C e i 25°C, evitando l’esposizione al sole e non utilizzandolo oltre la data di scadenza indicata